9-02-2017 21:46

SELENYI JAR 26 MARZO RADUNO A S: GABRIELE

 

Il giorno 26 marzo  p.v. ci sarà a Isola del Gran Sasso presso il Santuario di S. Gabriele,  l’annuale manifestazione per ricordare la battaglia di Selenyj- Jar.

 

 

Un evento che è cresciuto sempre di più, tanto da diventare l’adunata Alpina più importante che si svolge nel centro Sud, lo spirito è quello di commemorare i caduti di tutti le armi e di tutte le guerre, ma  il motore di tanta partecipazione è il senso di appartenenza  alpina.

La manifestazione che ormai coinvolge le sezioni e i gruppi  alpini di tutta l’Italia  ha lo scopo di ricordare l’eroismo degli alpini Abruzzesi in Russia al pari di tutti gli Alpini che nella ritirata di Russia espressero il massimo del valore umano,una pagina di storia volutamente ignorata per tanti anni perché scomoda ai governi di allora .. È forse, quello di Selenyj Jar, l'episodio più alto di eroismo puro e disinteressato che gli alpini hanno saputo scrivere nel tragico libro della Campagna di Russia. In fondo la Ritirata aveva, per gli alpini, anche uno scopo personale: tornare a casa. E gli alpini hanno combattuto oltre ogni immaginazione per rompere il cerchio di ferro e di fuoco nel quale erano stati stretti a causa del cedimento del fronte tenuto da altre divisioni e da altri eserciti. A Selenyj Jar non si pensava di tornare a baita. Si sapeva di morire.

Ma gli alpini hanno resistito per oltre un mese, in buche scavate nella neve con l'elmetto, coperti dal solo telo tenda, respingendo attacchi su attacchi ad ogni ora del giorno e della notte. E non hanno perso un solo metro di terra. Sapevano che dal loro comportamento dipendeva la salvezza dei fratelli delle altre Divisioni. E hanno resistito contro ogni aspettativa; persino contro ogni logica. Lo hanno fatto perché questo compito era capitato a loro in sorte ma sapevano che i fratelli degli altri battaglioni si sarebbero comportati allo stesso modo. È la legge delle genti di montagna: compiere il proprio dovere sempre, perché c'è sempre qualcuno che su di te fa affidamento. E gli alpini de L'Aquila questa legge la conoscevano bene. L'avevano imparata fin da bambini sulle montagne abruzzesi dove la vita è dura come su quelle lombarde o piemontesi o venete o friulane L'epopea del quadrivio di Selenyj Jar è una lezione di senso del dovere e di amore purissimo che va seguita, difesa e raccontata con ostinazione, in una società dalla memoria sempre più corta.

 Il sacrificio del Battaglione Alpini L’Aquila che sull’ansa del Don insieme al battaglione Monte Cervino e al Battaglione Val Cismon, tra il mese dicembre del 1942 e il mese di gennaio del 1943, si batté contro l’armata rossa per coprire la ritirata del corpo di spedizione Italiano pagando un prezzo enorme in vite umane, Del battaglione L'Aquila solo tre ufficiali tornarono a casa: Prisco, Fossati e Vitalesta. Dei 1.700 alpini partiti, solo 150 rividero le montagne d'Abruzzo. .Tutto ciò era stato dimenticato per decenni, annegato nell’oblio che l’opinione pubblica riservava ad una guerra sbagliata e perduta.

  Ma se la guerra era sbagliata, non poteva essere cancellato chi l’aveva combattuta facendo fino in fondo il proprio dovere; sacrificio  non dimenticato dall’A.N.A. e dalla sezione Abruzzi che quest’anno si apprestano  ad organizzare il XXV raduno a S. Gabriele per commemorare i caduti del Battaglione Alpini L’Aquila che nel quadrivio di Selenyj Jar pagò il prezzo più alto. Chi intende partecipare al raduno è pregato di comunicare la propria adesione alla farmacia del dott. Blancodini entro il 18 di marzo oppure telefonicamente  al capo gruppo di Nardo Antonello al n. 3408597491 oppure in sede al n. 086289731.